L’ontologia del riflesso: l’AI come eredità e responsabilità dell’umano

Nell’ecosistema digitale contemporaneo, l’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere un mero apparato di calcolo per farsi presenza fenomenologica. Spesso la osserviamo con lo stupore di chi scopre una nuova forma di vita, attribuendole “creatività” e “volontà” come se fosse un’entità dotata di una propria archè. Tuttavia, se solleviamo il velo della narrazione commerciale, scopriamo che l’AI è un corpo sintomatico: un distillato iper-raffinato e probabilistico di ciò che l’umanità ha sedimentato nel tempo.

Se l’AI è un “riflesso condizionato”, quanto è pericoloso scambiare la sua “efficienza” per “oggettività”?

Ne ho scritto sulla testata Digitale Popolare