Performance Site-Specific & Ricerca Coreografica
«Costruire non significa essere incrollabili. Significa abitare le proprie oscillazioni con intenzione, trasformando la fragilità in una traiettoria consapevole, quell’Asse intenzionale che ci guida nello scorrere della vita».
— Violantedanza
L’asse invisibile della performance
Il sottile filo dell’esistere è una ricerca performativa sull’impermanenza, sull’equilibrio e sul coraggio di restare.
L’invito al pubblico è quello di osservare il movimento dimenticando la gravità: riconoscere, nell’asse invisibile che guida il corpo della ballerina, quel filo teso che unisce ciò che si è stati capaci di oltrepassare al luogo profondo in cui, finalmente, si sceglie di rimanere. La danza abbandona la mera esecuzione tecnica per farsi misura del tempo, dello spazio e delle vulnerabilità umane.
L’architettura sonora della performance | mare e musica dal vivo
In quest’opera non vi sono parole pronunciate: il racconto si affida interamente al gesto e all’ambiente acustico.
La drammaturgia sonora si fonda sul respiro naturale dell’oceano, sul riflusso delle onde e sulla presenza di musicisti dal vivo. Le note e i suoni d’ambiente si fondono in un tappeto acustico ed evocativo che accompagna il corpo lungo il confine precario tra presenza e svanimento, avvolgendo lo spettatore in un’esperienza d’ascolto e visione viscerale.
Galleria fotografica
Un racconto visivo per immagini: frammenti di equilibrio, tensione e la grazia di un corpo che misura l’invisibile.






Crediti: (c) Walter Sgadò

